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Cromite

Descrizione

CROMITE (fr., ingl. chromite; sp. hierro cromato o cromida; ted.Chromeisenstein; sinonimo "ferro cromato"). - È un minerale del gruppo degli spinelli, dalla formula chimica FeO•Cr2O3 (cromato ferroso), composto cioè, quando è puro, di protossido di ferro e di sesquiossido di cromo, nelle seguenti proporzioni: FeO = 32,08%; Cr2O3 = 67,92%. In alcune varietà al ferro e al cromo possono, in parte, sostituirsi rispettivamente magnesio e alluminio (cromopicotite). Secondo il Moberg, in alcune varietà una piccola parte del cromo dovrebbe essere presente come protossido, il che è stato anche confermato dalle ricerche di Hunt e Rivot.

Forma cristallina. - Sistema monometrico, classe della fluorite. Raramente ben cristallizzata in piccoli ottaedri, la cromite si trova abitualmente in granuletti rotondeggianti o in masse granulari di notevole importanza. Sfaldatura secondo le facce dell'ottaedro, in genere poco distinta; frattura imperfettamente concoide o irregolare. Peso specifico: 4,4-4,6.

Durezza: 5,5. Lucentezza submetallica tendente alla grassa. Colore bruno-caffè oscuro, bruno nerastro o grigio-ferro come la magnetite. Colore della polvere: bruno. Quasi opaca, la cromite in sezione sottile si presenta trasparente solo ai margini degl'individui più tenui, incolora o brunastra, con forte potere rifrangente: n > 2. Generalmente non magnetica, lo è qualche volta per magnetite finemente diffusa. Al cannello la cromite è infusibile e inalterabile; soltanto diventa magnetica quando sia arroventata alla fiamma riducente. Fusa con salnitro dà una massa gialla solubile in acqua. Nella soluzione si ottengono le reazioni dell'acido cromico. È inattaccabile dagli acidi, compreso il fluoridrico. Caratteristica la perla del cromo, la quale, col borace, alla fiamma riducente, dopo raffreddamento, si presenta di un bel colore verde smeraldo, mentre a caldo è bruna per la presenza del ferro.

Giacitura. - La cromite si trova sempre in giacimenti dovuti a segregazione magmatica, entro a rocce basiche, peridotitiche (rocce intrusive composte essenzialmente di olivina) o nelle serpentine, da queste derivanti per idratazione.
Si è per molto tempo ritenuto che i giacimenti di cromite fossero legati esclusivamente alle serpentine, per cui si era portati a pensare che questo minerale si fosse separato in seguito alla serpentinizzazione di masse oliviniche contenenti silicati od altri minerali cromiferi. Difatti, contemporaneamente alla trasformazione dell'olivina in serpentino e alla separazione della magnetite dai silicati ferriferi, si sarebbe avuta, con la decomposizione dei minerali cromiferi primitivi, la formazione di cromite. In seguito però agli studî condotti dal Vogt, verso la fine del secolo scorso, sugl'importanti giacimenti di cromite della Norvegia, ove questo minerale si trova sotto forma di ammassi in rocce oliviniche assolutamente fresche, si è portati a ritenere che, almeno in gran parte, la cromite rappresenti un prodotto di segregazione del magma primitivo.

Usi e produzione

La cromite è il solo minerale di cromo che ha applicazioni industriali. Essa serve per la preparazione del cromo metallico e del ferro-cromo, lega speciale molto ricercata per la fabbricazione degli acciai, detti appunto al cromo (v. acciaio: Acciai speciali). Con la cromite si fabbricano inoltre sali di cromo usati nella pittura, nella tintura della lana (lana mordancée), nella decorazione delle porcellane, nella concia delle pelli, nella fabbricazione del nero di anilina, in fotografia, fototipia, ecc. Tagliata in blocchi oppure sotto forma di pigiata serve come rivestimento interno dei forni metallurgici. Agglomerata con catrame, calce, bauxite o caolino serve per mattoni refrattarî (mattoni Yndrik), molto pregiati in metallurgia perché, essendo neutri, resistono bene all'azione corrosiva delle scorie e si usano pei forni di fusione del piombo, del rame, dell'antimonio, ecc:, e per le suole dei forni Martin basici. Con la cromite impastata con catrame si fanno anche crogiuoli per la fusione dei metalli.